Roberta Busnelli, Editore e Direttore Responsabile di IQD, intervista Johannes Möller, Brand Manager di Light+Building
1. Quali sono le sue prime impressioni su questa edizione 2026 di Light + Building?
Light + Building, che si è svolta per la prima volta nel 2000 è, per noi, una realtà relativamente giovane all’interno del nostro panorama fieristico, ma già estremamente consolidata e di grande successo. Anche quest’anno siamo molto soddisfatti: è bello vedere riunita ancora una volta la comunità internazionale, con oltre 1.900 espositori da 49 paesi, del mondo dell’illuminazione e delle tecnologie e dei servizi per l’edilizia. Le grandi aziende dell’illuminazione, insieme ai principali player della building technology, della smart home e delle soluzioni connesse, hanno partecipato per presentare le loro ultime novità. Possiamo dire di essere molto contenti anche per quanto riguarda l’affluenza dei visitatori. Viviamo in un contesto globale profondamente cambiato rispetto al periodo pre-2020, ma ciò che colpisce è come la rete internazionale continui a funzionare in modo efficace. In questo senso, Francoforte si conferma ancora una volta come un hub centrale per l’innovazione a livello globale. Registriamo ancora alcune assenze, riconducibili alle attuali condizioni geopolitiche, in particolare dal Medio Oriente e dalla Russia, ma nel complesso possiamo dire che il livello di internazionalità resta elevato e conferma il ruolo centrale della fiera. L’aspetto più importante è però il feedback degli espositori, che è decisamente positivo. Inoltre, iniziamo a cogliere segnali incoraggianti anche sul piano più ampio: il settore delle costruzioni, a livello globale, sembra aver superato la fase più critica. Abbiamo la sensazione di aver oltrepassato il punto più basso e di trovarci ora in una fase di ripresa, sostenuta da nuovi investimenti nel settore costruzioni che stanno progressivamente tornando a crescere.


2. Light + Building è ampiamente considerata la principale piattaforma globale per l’illuminazione e le tecnologie per l’edilizia. Quali sono oggi le priorità strategiche della fiera nell’accompagnare il settore attraverso la doppia transizione digitale ed ecologica?
Questa manifestazione sarà sempre più fortemente orientata al tema dell’elettrificazione, intesa come il progressivo passaggio dalle fonti energetiche fossili all’energia elettrica, preferibilmente prodotta da fonti rinnovabili. Si tratta di un processo che considero cruciale per affrontare le grandi sfide legate alla sostenibilità nei prossimi anni. L’elettrificazione riguarda in modo diretto settori chiave come l’illuminazione e le costruzioni: la conversione di sistemi, dispositivi e processi verso un funzionamento basato sull’energia elettrica rappresenta infatti una leva fondamentale per costruire un futuro più intelligente ed efficiente. È un cambiamento strutturale che ci permette di guardare al futuro con fiducia. Accanto a questo tema, la manifestazione darà ampio spazio alla connettività intelligente e alla luce. La connettività consente di ottimizzare l’uso dell’energia, trasformando l’edificio in un ecosistema attivo, reattivo ed efficiente. In questo senso, il punto centrale è rappresentato dall’integrazione tra l’industria dell’illuminazione e quella delle costruzioni. Questa convergenza sarà sempre più determinante: solo un edificio realmente connesso può essere considerato intelligente, efficiente dal punto di vista energetico e sostenibile. Parliamo di un approccio che apre a scenari evoluti, dalla raccolta e gestione dei dati alle interfacce multifunzione fino alla manutenzione predittiva supportata dall’intelligenza artificiale. In questo quadro, il ruolo dell’illuminazione e della sua integrazione nei sistemi edilizi diventa strategico. La manifestazione si propone proprio come una piattaforma capace di offrire ad architetti e progettisti strumenti, soluzioni e visioni utili a orientarsi in questa trasformazione e a individuare le risposte più adatte per i loro progetti.


3. Considerando che il mercato si sta orientando sempre più verso l’efficienza energetica e i sistemi intelligenti, quali innovazioni presentate in questa edizione ritieni avranno l’impatto più significativo nei prossimi cinque anni?
È una domanda interessante, perché la risposta non è così immediata come potrebbe sembrare. Se guardiamo al settore dell’illuminazione, ad esempio, non emergono oggi grandi innovazioni: si continua a parlare di tecnologia LED come soluzione efficiente, ma si tratta ormai di uno standard consolidato da oltre vent’anni. Anche dal punto di vista del design si osserva una certa uniformità, con una prevalenza di linguaggi minimalisti e prodotti spesso molto simili tra loro. Il vero elemento d’innovazione va quindi cercato altrove. Oggi la sfida principale è portare sul mercato prodotti capaci di connettersi all’edificio e di interagire con gli altri sistemi che lo compongono. È questo il passaggio decisivo. Se ci spostiamo infatti sul fronte dell’edificio, il motore dell’innovazione è rappresentato dalla connettività intelligente e dall’automazione. Visitando la fiera, non è sempre immediato individuare dove risieda questa innovazione, perché spesso si trova dietro le quinte, nelle soluzioni digitali. Anche elementi apparentemente semplici, come interruttori e prese, stanno diventando dispositivi sempre più sofisticati e intelligenti, capaci di generare dati fondamentali per la gestione e l’ottimizzazione degli edifici. Proprio per questo motivo, individuare un singolo highlight non è facile: è necessario andare oltre la prima impressione e comprendere in profondità dove si concentra il valore. E questo valore risiede sempre in tecnologie avanzate, altamente connesse e intelligenti, che costituiscono la vera infrastruttura del futuro dell’edificio.


4. La luce si sta evolvendo sempre più in una vera e propria infrastruttura culturale, capace di influenzare comportamenti, benessere e percezione dello spazio. Anche Light + Building andrà sempre più nella direzione del laboratorio di idee oltre che del marketplace di prodotti?
Light + Building andrà sempre più nella direzione di contribuire a costruire una sensibilità culturale. Iniziamo col dire che, naturalmente, Light + Building, così come tutte le manifestazioni fieristiche, esiste perché le aziende vogliono presentare i propri prodotti, esplorare nuovi ambiti di applicazione e far crescere il business. Detto questo, il nostro ruolo non si esaurisce nella dimensione commerciale. Riguarda anche i contenuti, la visione e la capacità di anticipare le sfide del prossimo decennio. È con questo obiettivo che abbiamo sviluppato il programma Living Light. Abbiamo immaginato quattro ambiti fondamentali — educazione, casa, comunicazione e lavoro — all’interno dei quali è possibile sperimentare come la luce accompagni la nostra vita quotidiana nell’arco della giornata. Qual è la luce ideale mentre si è seduti sul divano? Quale aiuta a ritrovare energia dopo aver studiato o lavorato? Il nostro compito è innanzitutto quello di evidenziare che la luce non è semplicemente una questione di chiaro o scuro. È una presenza costante che incide concretamente sul corpo umano, sui comportamenti, sugli stati d’animo e sulle prestazioni. Questo è un messaggio sul quale dobbiamo concentrarci e comunicare sempre di più. Allo stesso tempo, dobbiamo fornire strumenti concreti a chi è chiamato a scegliere le soluzioni illuminotecniche, sia negli spazi domestici sia negli ambienti di lavoro. La qualità della luce è un fattore determinante per il benessere: non va considerata solo in termini di costi, ma come un vero e proprio investimento in salute, energia e produttività. Il settore, inoltre, è chiamato ad affrontare sfide più ampie. I costi di costruzione stanno cambiando, così come le esigenze dell’edilizia residenziale. È fondamentale individuare soluzioni che rendano l’abitare di qualità accessibile a tutti, su scala globale. Anche in questo la luce può giocare un ruolo importante, contribuendo a creare ambienti di qualità a costi sostenibili.
