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Venezia, riaprono al pubblico le Procuratie Vecchie / David Chipperfield Architects

Architetto: David Chipperfield Architects
Luogo: Venezia, Italia
Anno: 2022
Fotografo: Alberto Parise, Alessandra Chemollo, Martino Lombezzi
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Le Procuratie Vecchie un tempo erano la sede dei Procuratori di San Marco, che, oltre ad essere alti funzionari della città, erano anche responsabili dell’assistenza ai poveri e ai bisognosi di Venezia. Rimanendo fedeli alla loro originale missione rinascimentale, le Procuratie Vecchie ora soddisfano queste ambizioni su scala globale. Oggi sono un centro per le persone che vogliono dare forza ai più bisognosi della società in tutto il mondo.

STORIA

Oltre ad essere una delle piazze più riconoscibili del mondo, Piazza San Marco è una dimostrazione chiara e straordinaria di ciò che è uno spazio pubblico ordinato. Le Procuratie Vecchie occupano tutto il lato nord della piazza e furono progettate dall’architetto Bartolomeo Bon e più tardi da Jacopo Sansovino nella prima metà del XVI secolo durante il programma di renovatio urbis del Doge Andrea Gritti. Con le Procuratie Vecchie si è affermato quel linguaggio classico che è stato poi adottato dai successivi sviluppi della piazza. Questo edificio iconico è stato restaurato da David Chipperfield Architects Milano e convertito in un luogo di lavoro high-tech connesso a livello globale, senza nulla togliere alla sua identità di opera d’arte rinascimentale. Il mandato della compagnia Generali, una società che nacque in questi palazzi, era quello di rinnovare, scomporre e ridare senso alla stratificazione di interventi e adattamenti pratici, così come quello di creare un rapporto di maggior coinvolgimento con la città. L’edificio ospiterà le attività di The Human Safety Net, l’iniziativa a favore delle comunità di Generali e, per la prima volta in 500 anni, un’ampia parte delle Procuratie Vecchie verrà resa accessibile al pubblico.

RESTAURO

Il progetto non è definito da un solo concetto o gesto architettonico, ma da una serie di interventi che rispondono alla complessità del lavoro. In essi è incluso il restauro del primo e del secondo piano, la riorganizzazione dell’accessibilità e fruibilità dell’edificio attraverso l’integrazione di nuove scalinate, il rinnovo del padiglione centrale al terzo piano, con accesso agli spazi espositivi aperti al pubblico e legati a The Human Safety Net, così come spazi lavorativi e un auditorium. Negli interventi, si riscontrano antiche e tradizionali tecniche di costruzione locali, così come la maestrìa artigiana locale, nelle lavorazioni di pavimenti, muri e soffitti, attraverso l’utilizzo di pastellone e terrazzo, marmorino e scialbatura ai piani inferiori, ma anche cocciopesto e cotto al piano superiore, con l’intento non di imporre ma di ereditare, per completare ciò che è esistito per secoli come un tutt’uno.

GLI SPAZI

Il terzo piano ospita l’esposizione “A World of Potential”, curata da Orna Cohen di Dialogue Social Enterprise. L’esposizione offre ai visitatori un’esperienza personalizzata di The Human Safety Net, del suo scopo e del suo lavoro a favore delle persone svantaggiate in 23 Paesi. Il percorso espositivo aiuta anche i visitatori a connettersi con il potenziale personale esplorando i propri punti di forza caratteriali, consentendo di vedere le qualità migliori nelle persone che li circondano. L’esperienza è arricchita dalla presenza dell’Atelier dell’Errore, che all’interno dell’Art Studio presenta la mostra ‘Chutzpah’. All’altra estremità dell’edificio, The Hall è il nuovo auditorium all’avanguardia per ospitare simposi internazionali, congressi ed eventi che hanno come missione obiettivi di sostenibilità. Sarà un luogo per amplificare il dialogo globale riguardo ai temi su cui lavora The Human Safety Net: sviluppo della prima infanzia, genitorialità, impatto sociale, inclusione e imprenditorialità sociale. Al centro del terzo piano, The Hub è lo spazio di co-working in cui i team di The Human Safety Net, le ONG partner, i beneficiari dei programmi e i volontari possono incontrarsi e collaborare con uno scopo comune, oltre a disporre di The Café, il caffè aperto anche al pubblico che frequenterà il terzo piano ed è gestito da Illy. La direzione artistica del terzo piano è a cura di Davide Rampello, di Davide Rampello & Partners Creative Studio. Il design degli interni, l’allestimento, la grafica e la multimedialità sono a cura di Migliore+Servetto.

UNO SPAZIO APERTO AL PUBBLICO

Per la prima volta in 500 anni, le Procuratie Vecchie saranno aperte al pubblico. Turisti e veneziani scopriranno le sfide che le persone vulnerabili affrontano, impareranno l’impatto sociale dei programmi di The Human Safety Net e come possono aiutare, attraverso un percorso interattivo. David Chipperfield, responsabile del progetto di restauro, afferma: “Siamo giunti ad una migliore comprensione delle complessità celate che si sono accumulate dietro la maestosa facciata pubblica di Procuratie Vecchie. Nell’adattare l’edificio per accogliere un programma più aperto al pubblico per The Human Safety Net, abbiamo di fatti continuato questa sua storia d’evoluzione, equilibrando attentamente le nuove esigenze infrastrutturali con il restauro e il rinnovamento della fabbrica storica. Il progetto è guidato dalla duplice ambizione di riunificare l’edificio come opera architettonica e di ripristinare la sua funzione di luogo di lavoro, incontro e dialogo per la città.”

  • Architect: David Chipperfield Architects Milan, Italy
  • Partners: David Chipperfield, Giuseppe Zampieri
  • Associate Director: Cristiano Billia
  • Associates: Adolfo Berardozzi, Andrea Cocco, Carlo Zucchia 
  • Quantity surveyor: GAD, Milan, Italy: Gianpiero Aresi, Luca Cedrelli, Francesco Minoia 
  • Works management: TA Architettura, Mestre, Italy: Diego Boldo, Giulia Conti, Anna Lisa Girolami, Alberto Torsello
  • General contractor: SACAIM, Marghera (Venice), Italy 
  • Project coordination: Artelia, Milan, Italy: Giorgio Alberti, Giuseppe Baudille, Matteo Lavazza, Marco Paolacci, Massimo Vedovato
  • Structural engineer: Arup, Milan, Italy: Federico Bormetti, Luca Buzzoni, Guglielmo Carra, Giammichele Melis 
  • Services engineer: Arup, Milan, Italy: Paolo Bianchi, Paolo Cresci
  • Acoustic consultant: Manens Tifs, Verona, Italy: Marco Trame, Roberto Zecchin
  • Fire consultant: Studio Mistretta, Milan, Italy: Valentina Liggi, Silvestre Mistretta 
  • Façade consultant: Arup, Milan, Italy: Konrad Runggaldier
  • Lighting consultant: Viabizzuno, Bentivoglio (Bologna), Italy: Giacomo Coppe, Francesco Finetti, Mario Nanni, Giulia Pulga 

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