Ma Yansong × Tencent
Un campus direzionale aperto alla città
MAD completa il Tengyun Center, il complesso sospeso che ridefinisce il quartier generale di Tencent
Le sedi delle più importanti aziende tecnologiche al mondo condividono, nella maggior parte dei casi, un medesimo paradigma: costruire un universo autosufficiente, concepito esclusivamente per i propri dipendenti e separato dalla città. Lo spazio pubblico resta oltre il perimetro. Il nuovo quartier generale di Tencent sceglie invece una direzione opposta. Progettato da MAD Architects, sotto la guida di Ma Yansong, Dang Qun e Yosuke Hayano, il Tengyun Center solleva l’intero volume principale di circa 8,6 metri dal suolo, restituendo il piano terra alla collettività. Nessun muro di recinzione, nessuna soglia da attraversare: lo spazio sottostante diventa un paesaggio pubblico affacciato sulla costa, attraversabile liberamente da cittadini, famiglie e visitatori, indipendentemente dall’accesso agli edifici aziendali. Completato nella baia di Da Chan, a Shenzhen, e oggi parte integrante del nuovo campus Tencent, il progetto ridefinisce una delle tipologie architettoniche più esclusive e controllate — quella del quartier generale corporate — trasformandola in un’infrastruttura civica aperta alla città.
«Il concetto di sospensione non è un effetto formale, ma un’idea spaziale. Sollevando l’edificio restituiamo il suolo alla città. Non volevamo realizzare un’icona aziendale isolata, bensì un’architettura capace di entrare nella quotidianità urbana. In questo senso, il “galleggiamento” diventa semplicemente uno strumento per rendere lo spazio pubblico più aperto e accessibile.»
Ma Yansong, fondatore e Principal Partner di MAD Architects


Sollevare l’architettura, restituire il suolo
Il progetto prende avvio da una questione insieme urbana e architettonica: come può una sede destinata a migliaia di lavoratori occupare un sito costiero di grande valore senza sottrarlo alla città?
La risposta di MAD consiste nel liberare il piano terra. Tre volumi interconnessi, assimilabili a grandi “nuvole”, vengono sostenuti da dieci nuclei strutturali e sollevati di circa 8,6 metri, restituendo alla collettività una superficie equivalente a due livelli dell’edificio. Lo spazio sottostante si configura come un paesaggio continuo destinato all’attraversamento, alla sosta, all’ombra e alla contemplazione del mare. Quella che tradizionalmente rappresenta la porzione più privatizzata di un campus direzionale diventa così il principale dispositivo civico del progetto.


Tre volumi, un unico paesaggio urbano
Il complesso si sviluppa lungo un asse nord-sud attraverso tre edifici dalle forme morbide e leggere, collegati da ponti sospesi in carpenteria metallica che, oltre a garantire la continuità funzionale, si trasformano in luoghi di incontro, pausa e osservazione del paesaggio costiero. L’esperienza spaziale evolve progressivamente: dalla città al giardino, dall’ombra del piano terra agli attraversamenti sopraelevati, dagli ambienti di lavoro fino alla linea di costa. Le tre architetture ospitano differenti programmi collettivi. L’edificio meridionale accoglie spazi espositivi e aree multifunzionali, con una grande sala pubblica al secondo livello aperta verso la baia. I volumi centrale e settentrionale sono invece dedicati agli uffici, organizzati attorno ad ampi atri illuminati naturalmente. Nell’edificio nord, un lucernario semiaperto in membrana ETFE, dalla forma assimilabile a una conchiglia, diffonde luce zenitale mitigando al tempo stesso l’intensa radiazione solare tipica del clima costiero.


Il mare come patrimonio condiviso
Nella maggior parte degli edifici direzionali la vista sul mare costituisce un privilegio riservato agli uffici di rappresentanza. Il Tengyun Center ribalta questa gerarchia. Circa l’80% delle postazioni di lavoro gode di un affaccio diretto sul mare. Anche gli spazi distributivi e le aree comuni sono progettati affinché la relazione visiva con il paesaggio costiero accompagni l’intera esperienza lavorativa, trasformando la vista in un bene collettivo anziché in un privilegio riservato ai livelli dirigenziali. Dall’avvio delle attività operative, il campus ospita già circa 14.000 dipendenti di Tencent.
Un parco costiero al posto del margine aziendale
Al livello del suolo il tradizionale fronte corporate lascia spazio a un sistema aperto di prati, giardini ombreggiati, pendii vegetati e percorsi pedonali che si integrano con il paesaggio costiero, dando forma a un vero parco pubblico. Il confine tra città, luogo di lavoro ed ecosistema viene volutamente dissolto. Il concetto di open campus assume qui un significato radicalmente diverso da quello diffuso nella Silicon Valley, dove l’apertura coincide spesso con un accesso consentito soltanto ai dipendenti. Nel progetto di MAD il campus si apre realmente alla città.


Costruire all’interno di un ecosistema esistente
L’intervento si inserisce in un delicato ambiente costiero, preservandone le componenti ecologiche attraverso un processo sviluppato in coordinamento con il programma pubblico di riqualificazione del litorale. Le foreste di mangrovie, gli habitat soggetti alle maree e le rotte migratorie dell’avifauna vengono mantenuti integralmente e diventano parte della quotidianità del campus. Le mangrovie, autentiche abitanti originarie di questa costa bonificata, costituiscono una barriera naturale contro l’erosione e un habitat fondamentale per numerose specie marine e ornitiche. Piuttosto che considerarle un semplice elemento paesaggistico da ricollocare o ridisegnare, il progetto ne preserva integralmente la posizione, lasciando che la linea di costa continui a appartenere alle forme di vita che da sempre la abitano.

La struttura al servizio dell’apertura
Anche le soluzioni strutturali e di involucro traducono il principio di apertura che informa l’intero progetto. Le strutture a grande luce consentono di ottenere spazi interni completamente liberi da elementi portanti intermedi, mentre i ponti sospesi in carpenteria metallica connettono i tre edifici sopra il piano pubblico. Le facciate curvilinee, caratterizzate da ampie superfici vetrate prive di montanti visivamente invasivi, rafforzano la continuità percettiva verso il mare. Sistemi di schermatura solare orizzontali, integrati nella geometria dell’involucro, seguono l’andamento curvilineo delle facciate contribuendo al controllo dell’irraggiamento. Struttura, involucro e impianti non vengono concepiti come dispositivi autonomi, ma convergono in un’unica strategia progettuale che mette in relazione diretta architettura, paesaggio, clima e vita quotidiana.



Una nuova idea di campus direzionale
Con il Tengyun Center, MAD integra spazi di lavoro, paesaggio pubblico ed ecosistema costiero in un unico organismo architettonico. Il quartier generale viene interpretato come un’infrastruttura civica: un luogo di lavoro che restituisce il piano terra alla città, incorpora la natura nell’esperienza quotidiana e rafforza la continuità dello spazio pubblico lungo il fronte marittimo di Shenzhen. In definitiva, il progetto si fonda su una scelta tanto semplice quanto radicale: destinare la parte più preziosa di un lotto costiero non all’esclusività dell’azienda, ma alla collettività.
Completamento
Il Tengyun Center costituisce uno degli interventi principali del nuovo campus direzionale Tencent tra Qianhai e la baia di Da Chan, sviluppandosi su una superficie costruita di circa 412.000 m² (Lotto 04 East) all’interno di un più ampio masterplan articolato per fasi. L’intervento è oggi completato e aperto al pubblico, configurandosi come una nuova soglia urbana tra la città e il mare.