Luciano Pia
Architettura e Natura riconciliate IQD 81
BIOGRAFIA
Nato nell’ottobre del 1960, Luciano Pia si laurea in architettura nel 1984 presso il Politecnico di Torino con una specializzazione in architettura ecosostenibile. Dopo una breve esperienza di ricerca presso il Dipartimento di Scienze e Tecniche per i Processi di Insediamento del Politecnico di Torino, è, dal 1992, Assistente Professore al Politecnico di Milano per l’insegnamento di Restauro Architettonico. Nel 1999 è Professore a contratto presso la Scuola Superiore Normale di Pisa, sede di Cortona, per il Master in Museografia e Beni Culturali. Dal 1987 è anche membro dell’Ordre des Architectes de l’Île-de-France a Parigi, dove svolge attività professionale, principalmente di restauri e recuperi, dal 1990 al 2000, in collaborazione con il professor Andrea Bruno. Dal 2000 opera nel proprio studio di architettura a Torino, focalizzandosi su efficienza energetica e basso impatto ambientale. Dal 2010 tiene lezioni e workshop sul tema dell’architettura ecologicamente sostenibile presso la Laval University di Québec City, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano, la Curtin University of Technology di Perth e per l’Australian Institute of Architects (RAIA). La sua ricerca progettuale pone particolare attenzione alle caratteristiche identitarie del contesto, affiancando interventi sul costruito a nuovi progetti orientati al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. Il suo curriculum spazia da progetti urbani a interventi residenziali, con particolare attenzione al contesto e alla sostenibilità, vincendo premi nazionali e internazionali e occupandosi anche di docenza. Parallelamente all’attività professionale, grazie alla quale ha avuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, Luciano Pia prosegue nel suo percorso di ricerca in ambito accademico sui metodi alternativi di progettazione, con particolare attenzione ai temi del consumo energetico e dell’impatto ambientale.
ARCHITETTURA E NATURA RICONCILIATE
Per troppo tempo abbiamo considerato l’architettura come un elemento asettico, innaturale, un artefatto – fatto ad arte – frutto della convinzione della superiorità dell’essere umano sul resto dell’universo. Oggi, forse, abbiamo finalmente compreso che i nostri limiti non sono diversi da quelli degli altri organismi viventi e che il nostro operare come architetti deve necessariamente confrontarsi con il contesto in cui interveniamo. Abbiamo già compromesso gran parte dell’ambiente con strade, città, porti, coltivazioni; forse è giunto il momento di fermarci e recuperare quel legame con la natura che altre civiltà non consumistiche hanno invece saputo preservare. Il verde è territorio, e noi ne siamo parte: siamo elementi naturali tra elementi naturali.