Mass Design Group
Abundant Futures IQD 79
BIOGRAFIA
MASS Design Group è un importante studio di architettura e design collaborativo, no-profit, guidato dalla ricerca e dall’attenzione all’impatto sociale, impegnato nella creazione di spazi umani, sostenibili e profondamente significativi. Co-fondato nel 2008 da Michael Murphy e Alan Ricks, AIA, MASS – acronimo di Model of Architecture Serving Society – si è evoluto in un collettivo di 120 professionisti tra architetti, paesaggisti, ingegneri, designer di arredi, scrittori, attivisti e registi. Con sede a Boston, lo studio opera anche attraverso uffici a Poughkeepsie (New York), Santa Fe (New Mexico) e Kigali (Ruanda). Sotto la guida degli odierni direttori Alan Ricks, Christian Benimana e Patricia Gruits, il gruppo è noto per lavori che si distinguono per la capacità di coniugare rigore progettuale ed etica, con particolare attenzione ai settori della salute, dell’istruzione, delle infrastrutture civiche e dello sviluppo comunitario. Con approcci basati su ricerca ed evidenze, ogni intervento di MASS diventa uno strumento per migliorare la vita delle persone, ridurre le disuguaglianze e rafforzare il senso di dignità. Tra i progetti più noti figurano il Butaro Hospital in Ruanda, il National Memorial for Peace and Justice negli Stati Uniti e numerose strutture educative e culturali di rilevanza internazionale. Ogni intervento nasce dalla comprensione profonda del contesto e delle persone che lo vivono, dando vita a architetture che parlano della comunità, riflettono la storia del luogo e si misurano con la sostenibilità e l’innovazione materiale. Con un approccio attento all’engagement locale e all’intelligenza dei materiali, MASS Design Group si afferma come punto di riferimento nell’architettura che unisce qualità progettuale e impatto sociale.
Futuri Abbondanti
Il futuro non è un’unica destinazione, ma un percorso plasmato dalle decisioni che prendiamo quotidianamente. Oggi ci troviamo a dover affrontare crisi convergenti – dal cambiamento climatico alle disuguaglianze, dai fenomeni migratori alla perdita di biodiversità, fino alle disparità sanitarie – e l’ambiente costruito rappresenta un potente elemento con cui possiamo reagire. Cercare l’abbondanza, la prosperità, significa sfidare la visione secondo cui dobbiamo scegliere tra sopravvivenza e prosperità, tra salute ecologica e dignità umana. Significa andare oltre la sostenibilità intesa semplicemente come mitigazione, puntando alla vera rigenerazione della terra, della cultura e dei sistemi. In termini ecologici, una specie è prospera quando mantiene una popolazione stabile che coesiste in armonia con l’ambiente circostante. Raggiungere questo equilibrio implica operare entro certi limiti, senza sfruttare eccessivamente le risorse. Estendendo questo concetto, abbondanza può anche significare coesione sociale e prosperità reciproca tra la nostra specie e tutte le altre. Abbondanza non è eccesso o opulenza, ma è un’etica progettuale che possiamo perseguire. Il numero di IQD curato da MASS riunisce una serie di lavori che incarnano questo paradigma, dimostrando nei metodi e nei risultati come possa concretizzarsi un futuro di prosperità.